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SUMMARY:Concerto di Luisella Ginanni - 2 settembre 2018
DESCRIPTION:domenica 2 settembre\, ore 17.30\nVIGUZZOLO\, chiesa Parrocchiale\nLUISELLA GINANNI\, organo\n“Musica al femminile  tra 700 ed 800”\nconcerto per il bicentenario della costruzione dell’ organo “Serassi” \nIl prossimo appuntamento della XXXIX Stagione di concerti sugli organi storici sarà domenica 2 settembre\, alle  17.30 nella  chiesa Parrocchiale di Viguzzolo\, ove è conservato uno dei più antichi organi “Serassi” dell’intera provincia\, del quale ricorre giusto il bicentenario della costruzione. \nLUISELLA GINANNI\, docente al Conservatorio “Paganini” di Genova\,(ha pure insegnato  Organo complementare e Canto Gregoriano al Conservatorio di Alessandria) eseguirà un interessante ed inedito programma intitolato “Musica al femminile tra 700 ed 800” con brani di Suor Maria Eletta Pierandrei ( Sinfonia in Do Maggiore\, Sonata in Sol Maggiore\, Sonata in Re Maggioree Sinfonia in Fa Maggiore)\, Anna Bon di Venezia  ( Sonata Seconda e Sonata Sesta)\, Maria Teresa Agnesi Pinottini ( Sonate Terza\, Seconda\, Quarta\, Quinta e sesta). \nProgramma\nSuor Maria Eletta Pierandrei (fine sec. XVIII)\nSinfonia in Do Maggiore\nSonata in Sol Maggiore \nAnna Bon di Venezia (1739 – ?)\nSonata Seconda\n(Allegro ma non molto – Andante – Allegro) \nMaria Teresa Agnesi Pinottini (1720 – 1795)\nSonata Terza\nSonata Seconda\nSonata Quarta \nAnna Bon di Venezia (1739 – ?)\nSonata Sesta\n(Allegro – Andante – Minuetto con variazioni) \nMaria Teresa Agnesi Pinottini (1720 – 1795)\nSonata Quinta\nSonata Sesta\nMarche \nSuor Maria Eletta Pierandrei (fine sec. XVIII)\nSonata in Re Maggiore\nSinfonia in Fa Maggiore \nLUISELLA GINANNI\, nata a Genova nel 1953\, ha conseguito il Diploma in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio “N. Paganini” ed ha successivamente frequentato\, presso diverse Accademie musicali in Europa (Pistoia\, Toulouse\, Haarlem\, Santiago de Compostela)\, corsi di perfezionamento con illustri docenti quali L .F. Tagliavini\, M. Torrent\, H. Vogel\, P. Kee\, G. Schneider\, J. Langlais e X. Darasse approfondendo differenti aspetti dell’interpretazione organistica. Ha inoltre arricchito la sua formazione musicale attraverso lo studio del Clavicembalo compiuto sotto la guida di G. Gentili-Verona e durante corsi tenuti da K. Gilbert e S. Ross. È stata docente d’Organo presso i Conservatori di Alessandria e La Spezia. Da molti anni ormai ricopre la carica di Professore di Teoria Musicale e Analisi presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova. Ha tenuto concerti in Italia\, Francia\, Spagna\, Svizzera\, Austria\, Germania e Repubblica Ceca suscitando ovunque consensi di critica e di pubblico non soltanto per le personali scelte interpretative ma anche per la sua predilezione per un repertorio comprendente\, accanto ai lavori dei più celebri compositori\, opere di rara esecuzione\, sia antiche che moderne. Ha pubblicato composizioni per organo\, saggi musicologici e opere didattiche. Oltre che in qualità di solista ha presentato spesso\, in duo con il marito\, Emilio Traverso\, musiche originali a due organi o per organo a quattro mani alle quali ha dedicato particolare attenzione nei suoi studi e nelle sue ricerche. È organista titolare della Basilica dell’Immacolata. È stata fra i fondatori ed attualmente è il Presidente dell’Associazione “Amici dell’Organo” di Genova\, che da oltre 35 anni promuove nel capoluogo ligure e in provincia manifestazioni musicali tese a valorizzare il patrimonio organario storico e a divulgare la conoscenza della musica organistica. \nMadre Maria Eletta di Gesù\, al secolo Caterina Tramazzoli\, nasce a Terni il 28 gennaio 1605\, terza figlia del nobile Alessandro. All’età di ventun’anni\, insieme alla sorella Lucia\, entra nel monastero delle Carmelitane Scalze della sua città\, da poco fondato. Il 5 settembre 1629 lascia Terni insieme a una consorella. E’ infatti destinata alla fondazione del Carmelo di Vienna\, del quale – pur giovanissima – sarà priora dal 1638 al 1642\, anno in cui le viene affidata la fondazione del monastero di Graz\, dove vive i suoi anni più felici e spiritualmente più fecondi. Nel 1656 è incaricata di fondare un terzo monastero a Praga. Vera figlia di santa Teresa d’Avila\, obbedisce con slancio e contribuisce così a promuovere un vero risveglio spirituale della capitale boema. E’ a Praga che Madre Maria Eletta chiude il suo itinerario terreno\, l’11 gennaio 1663\, circondata dall’amore e dalla venerazione delle sue figlie spirituali che conservano il suo corpo incorrotto\, ancora oggi oggetto di venerazione. Numerose sono le grazie attribuite alla sua intercessione. \nVirtuosa\, cantante. Compositrice. Accolta e celebrata in raffinate corti europee. Anna Bon\, non è stata un’eccezione\, per la sua epoca. Ė stata soltanto una delle più celebri\, celebrate e dotate musiciste\, in un’Europa che già celebrava i Lumi ma che ancora si tirava dietro gli assurdi e strettissimi divieti imposti alla musica dal Concilio di Trento.\nAnna era nata dall’architetto e pittore veneziano (o bolognese) Girolamo Bon e dalla cantante bolognese Rosa Ruvinetti. Venne al mondo in Russia ma a quattro anni fu ammessa al coro dell’Ospedale della Pietà di Venezia\, il più importante della città. Le ragazze che vi studiavano erano chiamate anche le “putte di Vivaldi”\, perché Antonio Vivaldi insegnava alla Pietà e scriveva musica per le allieve. Anna fu ammessa perché gli ospedali\, in origine soltanto luoghi di accoglienza per le trovatelle\, finirono con il diventare istituti di formazione anche per ragazze di buona famiglia che aspiravano a diventare musiciste. Quello della Pietà si dedicava all’educazione musicale già nel 1598\, data di un’edizione di mottetti di Ruggero Giovannelli dedicata alle “virtuose giovani del pio loco della Pietà di Venetia”. Il coro femminile all’Ospedaletto risale invece al 1575. Mentre gli altri due Ospedali\, gli Incurabili e per i Mendicanti\, si dedicarono alla formazione di musiciste dai primi decenni del Seicento. Un brano anonimo ricordava: «Alla Pietà pregano Dio col violino\, ai Mendicanti col flauto; all’Ospedaletto col fagotto; agli Incurabili col tamburo». Fu così fino alla conquista di Napoleone\, nel 1797: nessun altro posto al mondo\, fino ad allora\, aveva garantito alle ragazze una tale educazione musicale. Almeno 800 ragazze divennero\, in questo modo\, cantatrici\, musiciste e compositrici. Nessuno aveva pensato di formare musiciste professioniste: le ragazze dovevano suonare e cantare soltanto nelle occasioni liturgiche interne agli Ospedali. Tanto che i futuri mariti delle giovani della Pietà dovevano impegnarsi a non sfruttare commercialmente le doti artistiche delle mogli. Pochi rispettarono il divieto. La Pietà poteva contare su una settantina di musiciste\, tra cantanti e strumentiste\, selezionate tra un migliaio di ragazze ospitate nell’istituto\, mentre gli altri ospedali (o Conservatori\, come venivano chiamati) disponevano di un centinaio di ragazze e quindi di una quarantina di musiciste. Alcune bravissime. Inevitabile\, soprattutto dopo l’ammissione delle esterne\, che qualcuna di loro proseguisse la carriera nelle corti.\nE questo fu appunto il caso di Anna Bon. Da bambina fu allieva di Candida della Pietà\, maestra di viola. La prima composizione di Antonio Vivaldi per la Pietà\, la Sonata per Oboe\, Violino\, Salmoe ed Organo\, assegna a Candida la parte della viola. Era la prassi: sul manoscritto il compositore doveva ogni volta scrivere i nomi delle Figlie esecutrici e assegnare loro i ruoli adatti alle loro qualità. Per questo non abbiamo perso tutte le loro tracce.\nNel 1755 Anna era già a Bayreuth\, al servizio di Federico\, margravio del Brandeburgo\, e di sua moglie\, Guglielmina di Bayreuth\, la sorella maggiore di Federico il Grande\, a sua volta compositrice. Nel 1756 la troviamo invece a Potsdam\, alla corte di Federico il Grande\, con il prestigioso incarico di virtuosa di musica da camera. Fu in quell’anno che\, a Norimberga\, con l’editore Balthasar Schmidts Witwe\, pubblicò le sue Sei Sonate da camera per flauto e cembalo\, op. I. È la prima delle tre raccolte che ci sono rimaste ed è dal frontespizio che ricaviamo la sua età: 16 anni. Nel 1757 Anna diede alle stampe Sei Sonate per cembalo\, op. II\, dedicate a Ernestina Augusta Sophia\, principessa di Sassonia-Weimar\, e\, nel 1759\, pubblicò Sei divertimenti per due flauti e cembali\, op. III\, dedicati al principe elettore Karl Theodor von der Pfalz (in seguito elettore anche di Baviera). Si trattava di due mecenati di primo piano: in particolare Ernestina aveva raccolto intorno a sé una vera corte musicale\, di altissimo livello\, che però si disperse alla sua morte.\nIl 1° luglio 1762 tutta la famiglia Bon trovò un nuovo ingaggio: Rosa e Anna come cantatrici e Girolamo come scenografo alla corte del principe ungherese Nikolaus von Esterhazy (1714-1791)\, presso la quale Joseph Haydn lavorava come Maestro di Cappella. Anche questi ingaggi “familiari” sono interessanti: rivelano la tendenza a fare della musica un “patrimonio ereditario”.\nÈ probabile che Anna abbia vissuto lì fino al 1765 e che nel frattempo abbia composto altri lavori\, tra cui un’opera. L’ultima notizia che abbiamo di lei risale al 1767: era a Hildburghausen in Turingia\, con il marito\, il cantante di corte Mongeri. \nSorella minore di Maria Gaetana\, famosa scienziata e filantropa\, Teresa Maria Gaetana Agnesi nacque a Milano il 17 ottobre 1720\, terzogenita di Pietro Agnesi Mariani e Anna Fortunata Brivio.\nIl padre poteva contare su un notevole patrimonio\, accumulato dalla famiglia con il commercio di tessuti; si sposò tre volte ed ebbe ventitré figli; Anna Fortunata Brivio era la prima moglie. Con inconsueta larghezza di vedute Pietro Agnesi dispose una educazione ampia e approfondita anche per le figlie femmine. Il suo atteggiamento progressista fu premiato dal successo delle due figlie maggiori. Il resto della prole seguì strade più usuali: celibato\, matrimonio e monacazione. Solo una delle femmine\, Anna\, ebbe un figlio; nella generazione successiva la famiglia Agnesi si estinse.\nTeresa mostrò una particolare propensione alla poesia e alla musica\, e si affermò fin da giovanissima come clavicembalista e compositrice. Nel 1735 aveva già composto vari brani strumentali e lavorava ad un oratorio.\nTeresa brillò a fianco della sorella maggiore nelle accademie organizzate nella casa paterna\, che suscitavano l’ammirazione degli intellettuali oltre che di illustri viaggiatori\, fra cui Charles de Brosses\, che in una sua lettera racconta:\n«Mi hanno fatto entrare in un salone grande e bello dove c’erano trenta persone di tutte le nazioni d’Europa disposte in circolo\, e la signorina Agnesi seduta da sola con la sorella minore su un canapé […] Dopo la conversazione la sorellina suonò al clavicembalo\, quasi fosse lo stesso Rameau\, brani di Rameau e altri composti da lei stessa\, e cantò accompagnandosi da sé».\nAgli anni fra il 1747 e il 1752 risalgono la cantata Il ristoro d’Arcadia\, dedicata al ministro Gian Luca Pallavicini (la musica è andata perduta); le opere Sofonisba – offerta all’imperatore Francesco I per l’onomastico della consorte Maria Teresa d’Austria – e Ciro in Armenia\, dedicata a Federico Augusto di Sassonia\, re di Polonia. Alla corte di Dresda la musicista offrì anche una serie di Arie da camera\, dedicandole alla principessa Maria Antonia Walpurgis.\nNel 1752 aveva composto un altro melodramma\, Nitocri. Quell’anno segnò un punto di svolta nella sua vita: in marzo morì improvvisamente il padre (che nel 1740 era divenuto feudatario di Montevecchia) e\, dopo soli tre mesi\, la compositrice si maritò con Pietro Antonio Pinottini (Milano 1723-1792); in vari manoscritti musicali dell’epoca la compositrice è indicata come Agnesi Pinottini.\nIl 1753 vide il riconoscimento ufficiale della musicista nel giudizio di Gianmaria Mazzuchelli (Gli scrittori d’Italia […]\, Brescia 1753): «… Maria Teresa si distingue in modo particolare nella cognizione della musica\, nella quale è la meraviglia de’ più rinomati Professori di tal arte ch’ella non abbia pari in Europa\, ma compone essa con tale idea\, gusto\, intelligenza\, ed espressione di parole\, con tale novità di stile\, e con tali motivi\, per parlare co’ nomi dell’Arte\, da sorprenderne chicchessia…». Nel 1755/56 Agnesi scrisse il Re Pastore adattando il famoso libretto di Metastasio. Negli anni successivi\, alla ricca produzione musicale corrispose l’alta considerazione da parte del mondo intellettuale: nel 1756 Pietro Domenico Soresi\, appartenente come lei e Gaetana alla milanese Accademia dei Trasformati\, le dedicò cinque Cantate per musica in versi.\nIl 9 maggio 1766\, nell’ambito delle cerimonie milanesi per il fidanzamento di Maria Ricciarda Beatrice d’Este con Ferdinando d’Austria venne rappresentata L’Insubria consolata composta per l’occasione da Teresa; due anni dopo\, la sua serenata Ulisse in Campania\, celebrativa del matrimonio di Ferdinando IV di Borbone con Maria Carolina d’Asburgo\, fu messa in scena a Napoli. Nello stesso anno un suo breve Minuetto per cembalo conobbe l’onore della stampa\, inserito nella raccolta Hamburger Unterhaltungen.\nPresenza costante alla corte del conte Firmian\, Teresa Agnesi partecipò come invitata alla serata del 7 febbraio 1770 in onore del quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart insieme ad altri protagonisti della Milano teatrale e musicale.\nQuesta occasione rappresentò il suo canto del cigno. Iniziò per lei un periodo difficile\, irto di ristrettezze economiche e vicissitudini di carattere legale; non le mancò il sostegno dei pochi familiari ancora in vita: alla sorella più giovane\, Paola\, sono indirizzate le ultime lettere piene di gratitudine. Vedova dal 1792\, Teresa morì povera; le dignitose esequie\, pagate dal fratello Giuseppe\, vennero celebrate nella parrocchia di San Babila a Milano.\nTeresa Agnesi è dilettante per ruolo sociale\, ma padroneggia con maestria professionale le forme e i procedimenti della composizione; dispone di un lessico tecnico completo\, dal quale trae di volta in volta gli elementi più adatti allo stile prescelto. Oltre alle citate opere teatrali e da camera\, ha lasciato un cospicuo corpus di composizioni destinate alla tastiera\, compresi alcuni concerti con accompagnamento di archi.
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SUMMARY:Concerto di Gian Maria Bonino - 16 settembre 2018
DESCRIPTION:domenica 16 settembre\, ore 17\nPINACOTECA DI VOLTAGGIO\,\nConvento e Quadreria dei Frati Cappuccini\nGIAN MARIA BONINO\, fortepiano \nDa diversi anni la Stagione sugli organi storici della provincia di Alessandriai dedica alcuni concerti agli strumenti affini. Domenica 16 settembre alle ore 17 nella chiesa del Convento  dei Frati Cappuccini di Voltaggio GIAN MARIA BONINO eseguirà su un  fortepiano Jgnace Pleyel\, costruito nel 1842\, un programma interamente dedicato a Fryderyc Chopin:\nQuattro Mazurche op.33\n(1810 – 1849)\nn.1 in sol# minore\nn.2 in re maggiore\nn.3 in do maggiore\nn.4 in si minore \nScherzo n. 2 op 31\nScherzo n.3 op.39 \nSonata op35\nGrave-doppio movimento\nScherzo\nMarche funèbre -Lento\nFinale-Presto \nI fortepiani ed i pianoforti di Ignace e di Camille Pleyel sono intimamente legati alla musica di Chopin. Essi rappresentano una affascinante commistione delle tradizioni costruttive degli strumenti viennesi ed inglesi\, che offre appunto i suoi frutti migliori nella fattura degli strumenti Pleyel (sia square che verticali che a coda) dal 1820 al 1850.\nOgni modello di pianoforte è frutto della stessa visione estetica\, ed ognuno ha il suo valore artistico (pensiamo ad esempio che Chopin\, quando doveva suonare solo per se stesso\, preferiva i toni più imtimi dei piccoli verticali e degli squares alle code ). \nNato a Ruppersthal in Austria\, figlio di Martin\, maestro di scuola\, il giovane Ignaz studiò musica prima presso il compositore Johann Baptist Vanhal\, e poi\, a partire dal 1772\, fu allievo di Joseph Haydn ad Eisenstadt. Trasferitosi in Francia\, dove assunse il nome francese di Ignace\, lavorò a partire dal 1797 come editore musicale (la maison Pleyel); a lui si deve la prima edizione (1801) dei quartetti per archi del suo maestro Haydn. In seguito divenne uno dei più famosi costruttori di pianoforti francesi del XIX secolo\, facendo concorrenza anche ad altri grandi altri artigiani come Sébastien Érard. Quando morì\, nel 1831\, gli succedette\, nella compagnia da lui stesso fondata\, il figlio Camille. \nUna differenza sostanziale tra i pianoforti di Pleyel e quelli di Érard consiste anche nell’assenza\, all’interno dei primi\, del meccanismo del doppio scappamento\, in quanto Pleyel seguiva le tecniche di costruzione degli artigiani inglesi. Il doppio scappamento\, tuttavia\, è oggi diffuso e generalmente presente in tutti i pianoforti a coda. \nGian Maria Bonino\nsi è diplomato presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Lydia Arcuri e presso il Conservatorio di Lucerna con il M ° Myeczislaw Horszowski. Successivamente  studia clavicembalo diplomandosi nel 1989 al Conservatorio di Genova con Alda Bellasich e nel gennaio 1999 ottiene il diploma in pianoforte al Conservatorio Superiore di Winterthur (CH). Sin da giovane dedicatosi all’ attività artistica\, egli ha suonato in qualità di solista in numerose città italiane e all’estero\, e in particolare per le società GoG di Genova\, i Concerti di Autunno di Bergamo\, il Teatro di Trieste\, la Società dei Concerti di Milano \,  al Conservatorio di Sydney\, alla Bosendorfer-Saal di Vienna\, al Conservatorio di Mosca\, e negli Stati Uniti\, dove nel 1992 ha ottenuto il 3 ° premio al concorso della  Bach Society di Washington DC sulle “Variazioni Goldberg “. Ha suonato in qualità di solista e con  molti gruppi in Festival internazionali\, quali  Lubiana\, il Festival Suoni del Mediterraneo\, le  Floraisons Musicales di Chateauneuf – Du – Pape\, l’Emilia Romagna Festival e altri quali Llivia\, Santa Florentina. Fondatore dal 2001 del gruppo “Camerata Mistà” e dei “Musici di Vivaldi”\, insieme al violinista Glauco Bertagnin\, con il gruppo tiene regolarmente concerti per importanti istituzioni; Ha registrato recentemente per la casa Chant de Linos di Bruxelles\, con la realizzazione del cd con il flautista Andrea Oliva (integrale sonate di Haendel)\, e con la casa Polhymnia di musica antica con il traverso Luca Ripanti\, con l’integrale delle sonate di JSBach.\nHa suonato con orchestre come l’Orchestra Filarmonica di Torino\, l’Orchestra del Teatro alla Scala e Pomeriggi Musicali di Milano e altri\, con i flautisti Shigenori Kudo\, Maxence Larrieu\, Andrea Oliva e i violoncellisti Enrico Bronzi\, Vittorio Ceccanti e Alessandro Laffranchini\, e con il quartetto d’archi Atheneum dei Berliner Philharmoniker\, con cui ha suonato in prima assoluta esecuzioni di musica contemporanea per Radio 3 RAI nel febbraio 2005\, e al festival di musica contemporanea di Cincinnati (USA). Suona anche con i Virtuosen dei Berliner Philharmoniker\, la Philharmonische Kamerata Berlin ed al festival di Lucerna e al Rheingau – festival con l’ oboista Albrecht Mayer\, con il quale ha tenuto numerosi tour in Spagna\, Francia\, Slovenia e Italia. Recentemente ha suonato come solista presso la Philharmonie di Berlino  il concerto di apertura della stagione 2007 – 2008 della stagione concertistica dei Berliner Philharmoniker con un brano del compositore contemporaneo Joel Hoffmann.
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LOCATION:Pinacoteca di Voltaggio – Convento e Quadreria dei Frati Cappuccini\, Via Luca Bottaro\, 1\, Voltaggio\, Alessandria\, 15060\, Italia
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SUMMARY:Concerto di Liuwe Tamminga - 21 settembre 2018
DESCRIPTION:venerdì 21 settembre\, ore 21.15\nDUOMO DI VALENZA\nLIUWE TAMMINGA\, organo (Olanda)\nconcerto in memoria del Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini   \nUn avvenimento importantissimo per il mondo dell’organo\, in provincia di Alessandria come in tutta Italia\, un evento di spicco per la Stagione Internazionale sugli organi storici sostenuta da Compagnia di san Paolo\, delle Fondazioni CRT\,  CRAL\,  SociAL e Piemonte dal Vivo: venerdì prossimo nel Duomo di Valenza alle 21.15 verrà celebrato con un grande concerto del celebre organista olandese Liuwe Tamminga il QUARANTENNALE DEL RESTAURO DELL’ORGANO SERASSI grazie alla cooperazione del Lions Club Valenza Hos\, del Duomo di Valenza e con il patrocinio del Comune di Valenza. \nParallelamente verrà allestita la Mostra L’ORGANO SERASSI Duomo di Valenza\, dal 15 al 23 settembre 2018 \nProgramma\nAntonio Vivaldi (1678 – 1741)\nConcerto in re minore op.IV (La Stravaganza) n.6 nella trascrizione per tastiera dell’ Anne Dowson’s Book (ca. 1720)\n(Allegro – Largo – Allegro) \nDomenico Scarlatti (1685 – 1757)\nSonata in re minore (Kirk. 77)\n(Moderato e cantabile – Minué) \nSonata “per organo a due tastature” in sol maggiore (Kirk. 328) \nSonata “per organo a due tastature” in re maggiore (Kirk. 287 – 288) \nGiovanni Battista Martini (1706 – 1784)\nToccata in do maggiore\nGrave in fa minore \nDomenico Cimarosa (1749 – 1808)\nQuattro Sonate\nin re maggiore (Coin 75)\nin sol minore (Coin 52)\nin do minore (Coin 49)\nin sol maggiore (Coin 51) \nGiuseppe Verdi (1813 – 1901)\nAgnus Dei\, dalla “Messa da Requiem” nella parafrasi di Ferenc Liszt \nGaetano Donizetti (1797 – 1848)\nPastorale (composta nel 1813)\nGrande Offertorio in re maggiore\, dalla Sinfonia di “Anna Bolena”\n(questo programma fu eseguito da Luigi Ferdinando Tagliavini il 7 ottobre 2005 all’organo del Duomo di Valenza) \nIl Lions Club Valenza è nato il 30 maggio 1973. Il suo service iniziale\, il primo di una lunga serie in campo culturale\, sociale e umanitario\, è stata la promozione del restauro dello storico Organo Serassi del Duomo.\nI lavori\, durati 4 anni\, e compiuti sotto il controllo della Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici del Piemonte\,  con la consulenza del musicologo ed organologo dott. Oscar Mischiati e dei maestri organisti ed organologi Luigi Ferdinando Tagliavini e Arturo Sacchetti furono affidati agli organari Fratelli Piccinelli di Ponteranica\, eredi diretti della grande tradizione serassiana.\nI concerti inaugurali furono tenuti nei mesi di maggio e giugno 1978 dai maestri Sacchetti\, Tagliavini e Letizia Romiti.\nIn questi 40 anni quella operazione è valsa innumerevoli riconoscimenti: su quello strumento sono stati incisi numerosi dischi e tenuti moltissimi importanti concerti ed alcune masterclass.\nIl maestro Tagliavini ritornò a Valenza per un memorabile concerto il 7 ottobre 2005\, con un programma che il maestro Tamminga\, suo discepolo prediletto\, ripropone ora integralmente.\nAl maestro Luigi Ferdinando Tagliavini\, scomparso lo scorso anno\, Liuwe Tamminga\, il Lions Club Valenza Host e Letizia Romiti\, presidente dell’associazione Amici dell’Organo\, \nLiuwe Tamminga è considerato uno dei massimi esperti del repertorio organistico italiano del Cinque- e Seicento. È titolare degli organi storici della Basilica di S. Petronio a Bologna\, dove suona i due magnifici strumenti di Lorenzo da Prato (1471-75) e Baldassarre Malamini (1596). Ha inciso numerosi CD\, l’opera completa di Marc’Antonio Cavazzoni  (“Diapason d’Or”\, Premio della Critica Discografica Tedesca 2005\, Premio Goldberg 5 stelle)\, le Fantasie di Frescobaldi (disco migliore del mese Amadeus marzo 2006)\, “Mozart on Italian Organs” (Premio della Critica Discografica Tedesca 2006 e Diapason 5 stelle)\, e la registrazione dedicata ad Andrea e Giovanni Gabrieli\, realizzata con L. F. Tagliavini (“Choc de la musique” e Premio Internazionale del disco Antonio Vivaldi della Fondazione Cini di Venezia 1991). Nel 2006 l’uscita di “Gli organi storici dell’Appennino Modenese” (Diapason e Musica 5 stelle)\, nel 2008 tre CD dedicati a “Fiorenzo Maschera”\, agli organi storici delle isole Canarie ed a “Giacomo Puccini”\, tutti i tre premiati con  cinque stelle dalla rivista “Musica”\, Puccini anche con il “Diapason d’Or”\, e nel 2011 i “Ricercari” di Frescobaldi (Diapason d’Or)\, e una registrazione dedicato al “Ballo di Mantova”. Nel 2012 “Giovanni Gabrieli” (Diapason d’Or) e nel 2013 due uscite: “La Tarantella nel Salento” e “Verdi the organist”.\nHa curato alcuni edizioni di musica organistica\, tra cui i ricercari della Musica Nova (1540)\, opere per tastiera di Giovanni de Macque\, Marc’Antonio Cavazzoni e Pierluigi di Palestrina\, i ricercari di Jacques Buus e Musiche per due organi di maestri italiani intorno 1600.\nDal 2010 è curatore del museo degli strumenti musicali “San Colombano-collezione Tagliavini” a Bologna.\nLa sua intensa attività concertistica lo conduce in tutta Europa\, negli Stati Uniti\, in America Latina\, in Israele e in Giappone.
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SUMMARY:Concerto di Olivier Eisenmann - 22 settembre 2018
DESCRIPTION:sabato 22 settembre\, ore 21\nTORTONA\, Santuario della Madonna della Guardia\nOLIVIER EISENMANN\, organo  (Svizzera)\ndedicato a Paolo Perduca\n \nSabato 22 settembre alle ore 21 il noto organista svizzero Olivier Eisenmann\, già noto al pubblico alessandrino per aver partecipato diverse volte\, fin dai primi anni\, alla Rassegna di concerti sugli organi storici della Provincia di Alessandria\, oggi sostenuta da Compagnia di San Paolo e dalle Fondazioni CRT\, CRAL\, SociAL e Piemonte dal Vivo\,si esibirà a TORTONA nel Santuario della Madonna della Guardia all’organo “Mascioni” del 1976 restaurato appena lo scorso anno. \nIl concerto è dedicato al maestro Paolo Perduca\, organista e musicista eclettico prematuramente scomparso. \nIl programma concepito da Eisenmann per questo particolare strumento comprende brani di  Bach (Fuga sopra il Magnificat BWV 733)\,  Mendelssohn ( Allegro in si bemolle maggiore)\, Fanny Hensel \, sorella di Mendelssohn ( Preludio in sol maggiore)\, Gustav Adolph Merkel (Fantasia in re minore\, op. 176)\, Josef Gabriel Rheinberger ( Tema variato in re maggiore\,  Vision in re bemolle maggiore\, no. 5\,  Passacaglia in mi minore\, no. 11)\, Max Reger ( Toccata in mi minore e fuga doppia in mi maggiore\,) Egil Hovland (Partita op. 90 sopra il corale pasquale “Gelobt sei Gott in höchstem Thron” scritta nel  1975)\, Marian Sawa ( Fantasia slesiana „Te Deum” del 2004) \nOlivier Eisenmann\, nato a Zurigo\,  ha iniziato lo studio del pianoforte con il padre\, il compositore Will Eisenmann\, e lo ha proseguito al Conservatorio di Lucerna con Sava Savoff. Contemporaneamente agli studi organistici con Eduard Kaufmann\, organista della „Hofkirche” di Lucerna\, ha seguito lo studio della Scienza conseguendo il grado di dottore all`Università di Zurigo. Ha svolto attività concertistica come pianista e poi come organista nelle più importanti città: duomo di Aquisgrana\, Colonia\, Treviri\, Fulda\, Dresda (anche Frauenkirche e Kreuzkirche)\, Passavia\, Würzburg\, Amburgo e Berlino\, nelle cattedrali di Ginevra\, Losanna\, San Gallo\, Vienna (Santo Stefano)\, Salisburgo\, Graz\, Oslo\, Copenhagen\, Stoccolma\, Turku\, Helsinki\, Riga\, Varsavia\, Danzica\, Rotterdam\, Haarlem\, Digione\, Parigi (Notre-Dame e St-Sulpice)\, Cahors\, Montpellier\, Brusselle\, Porto\, Siviglia\, Barcelona\, Padova\, Lucca\, Ravenna (Basilica di S.Vitale)\, Dublino\, Londra (St.Paul)\, York (Minster)\, Lincoln\, Chester\, inoltre in quasi tutte le cattedrali svedesi\, in Pietroburgo\, Kasan (Russia)\, Tallin\, Vilnius\, L`Aja\, Lione\, Alessandria\, Ferrara\, Bologna\, Parma\, Cagliari\, Palermo\, Madrid\, Budapest\, Lubiana\, Bratislava\, Praga\, Cracovia\, Monaco di Baviera etc.\nSi è esibito anche in USA (New York\, Washington D.C.\, Boston\, Chicago\, Memphis\, Seattle etc.)\, Islanda\, Australia (Melbourne\, Camberra\, Sydney)\, Nuova Zelanda\, Messico City\, nel Hong Kong Arts Festival\, nel Festival d`Avignon\, nel Festival Internazionale di Musica di Lucerna e nei Festival Internazionali d`organo a Mosca\, Niscni Novgorod\, Ufa (Russia)\, Jalta\, Minsk (Filarmonia)\, Oliva (Polonia)\, Ragusa\, Napoli\, Roma\, Verona\, Torino\, Palma di Maiorca\, Bonn (Münster)\, Rostock\, Helsingör\, Košice (Slovacchia)\, Brusselle\, Anversa e Gent (Belgio)\, San Paolo (Brasile)\, Montevideo (Uruguay)\, Buenos Aires (Argentina) e nelle cattedrali di Morelia e Guadalajara (Messico). Inoltre ha svolto attività solistica in qualità di organista in concerti sinfonici con l`Orchestre de la Suisse Romande\, la Deutsche Bachorchester Ratzeburg\, la Filarmonia statale di Košice\, la Südwestdeutsche Philharmonie\, Singapore Symphony Orchestra a Singapore e diversi altri complessi orchestrali. Ha effettuato numerose registrazioni radio-televisive in Svizzera\, Spagna\, Svezia\, Finlandia\, Germania\, Austria\, Slovenia\, Slovacchia\, Repubblica Ceca\, Ungheria\, Polonia\, Bielorussia\, Russia\, Brasile e Singapore\, oltre a 21 incisioni discografiche\, compresi 9 CD.\nPer tanti anni Olivier Eisenmann è stato membro direttore dell`Associazione della Musica Contemporanea (Sezione Svizzera Centrale) e professore al Liceo di Zug. Gli sono stati affidati conferenze sulla musica d`organo presso diverse accademie\, p.es. a Herford\, Sydney\, Mosca e Niscni Novgorod\, e recentemente ha dato un masterclass al Conservatorio Statale di Musica a Parma. Inoltre pubblica in riviste musicali. Nel 2014 gli è stata assegnata dalla sua residenza comunale la „Weggiser Rose” per la sua attività mondiale come concertista e „ambasciatore musicale”. \n 
URL:https://www.amicidellorgano.org/index.php/event/concerto-di-olivier-eisenmann-22-settembre-2018/
LOCATION:Santuario della Madonna della Guardia di Tortona\, Via D. Sparpaglione n.15\, Tortona\, Alessandria\, 15057\, Italia
CATEGORIES:Concerti 2018
ORGANIZER;CN="Letizia Romiti":MAILTO:letizia.romiti@gmail.com
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